Gli scenari di deflazione del contenzioso in Italia e in Europa, spiegati con i numeri
Relazione basata sull’EU Justice Scoreboard 2026 (Commissione europea) e sui dati quantitativi allegati. Elaborazione Mediare senza confini.
1. In due parole
La giustizia civile europea — e quella italiana in particolare — è rallentata da un arretrato enorme: milioni di cause restano “a ruolo”, cioè in attesa di essere decise. La mediazione, cioè la risoluzione delle controversie con l’aiuto di un terzo neutrale anziché con una sentenza, è lo strumento più rapido ed economico per ridurre quell’arretrato. Questa relazione spiega, con cifre concrete, quanto contenzioso la mediazione potrebbe togliere dai tribunali, in Italia e nell’insieme dell’Unione, secondo scenari diversi. Tutti i numeri derivano dai dati ufficiali 2024 della Commissione europea, convertiti in valori assoluti sulla popolazione di fine 2024.
2. Il problema: quante cause restano a ruolo
Ogni anno nei tribunali dell’Unione entrano circa 34 milioni di controversie non penali e, a fine anno, ne restano pendenti circa 17 milioni (dato sui 24 Stati membri che comunicano tutte le categorie). La parte più pesante di questo arretrato è il contenzioso civile e commerciale: circa 9,1 milioni di cause pendenti, il 53% del totale. È proprio questa la quota che, per sua natura, può essere affidata alla mediazione: le cause amministrative e i procedimenti non contenziosi (registri, volontaria giurisdizione) restano invece fuori.
In Italia il quadro è ancora più marcato: l’arretrato civile e commerciale contenzioso di primo grado supera i 2 milioni di cause (è il più alto d’Europa in valore assoluto) e una causa di questo tipo dura in media 584 giorni solo in primo grado. Il Paese sconta inoltre uno squilibrio strutturale: pochi giudici (circa 7.200, 12,2 ogni 100.000 abitanti) a fronte di moltissimi avvocati (circa 224.000). È un sistema in cui gli strumenti capaci di alleggerire i tribunali diventano decisivi.
3. Cosa può fare la mediazione in Italia
Abbiamo messo a confronto tre vie per smaltire l’arretrato civile e commerciale italiano (circa 2,09 milioni di cause), a parità di arretrato.
3.1 La mediazione, da sola
L’Italia conta 22.439 mediatori: significa circa 93 cause a testa. Una mediazione si chiude statisticamente in 2-3 incontri, distribuiti su un arco di 3-6 mesi, ma un mediatore può seguirne molte in parallelo. Ipotizzando un ritmo realistico di 1-2 incontri al giorno, ciascun mediatore impiegherebbe 62-95 giornate di lavoro effettivo; tenendo conto della distribuzione degli incontri, l’intero arretrato potrebbe essere smaltito in circa 6-12 mesi.
3.2 I soli giudici, al ritmo attuale
Affidarsi solo ai tribunali richiederebbe molto di più: la “disposition time” — il tempo stimato per esaurire le cause pendenti al ritmo di definizione attuale — è di 584 giorni, cioè circa un anno e sette mesi, ipotizzando che non arrivino nuove cause (cosa che invece accade di continuo).

Tempi stimati per azzerare l’arretrato civile e commerciale italiano: mediazione (circa 6-12 mesi) contro soli giudici al ritmo attuale (584 giorni).
3.3 Perché conta anche per l’economia
La lentezza non è solo un disagio: ha un costo. Secondo la Banca d’Italia la durata eccessiva dei processi civili sottrae all’economia italiana circa un punto di PIL all’anno (stime fino all’1,3%, oltre 20 miliardi; per alcune associazioni fino a 2,5 punti). Una giustizia più rapida significa più investimenti, imprese che crescono, credito meno caro e più occupazione. Ridurre l’arretrato con la mediazione, quindi, non è un costo ma un investimento ad alto rendimento.
4. Cosa può fare la mediazione in Europa
Allargando lo sguardo ai 27 sistemi nazionali, l’effetto potenziale della mediazione sul totale delle cause a ruolo è imponente. Il grafico seguente mostra come scenderebbe l’arretrato europeo (17,1 milioni di cause) a seconda della quota di contenzioso civile e commerciale effettivamente risolta in mediazione.

Effetto della mediazione del contenzioso civile/commerciale sull’arretrato totale a ruolo nell’UE (24 Stati con dati completi, 2024).
Come si legge: se si riuscisse a mediare il 30% del contenzioso civile/commerciale, l’arretrato totale scenderebbe a 14,4 milioni (−16%); con il 50% si arriverebbe a 12,5 milioni (−27%); con il 100% a 8,0 milioni (−53%). Anche tassi di successo parziali, dunque, toglierebbero dai tribunali milioni di cause.
5. Da soli o uniti? I due scenari di collaborazione
Una domanda decisiva è: chi conduce queste mediazioni? Abbiamo confrontato due ipotesi, entro l’orizzonte di un anno.
Scenario A — i soli mediatori. Con il numero attuale di mediatori per Paese, entro un anno si riuscirebbero a smaltire circa 5,2 milioni di cause civili e commerciali (l’arretrato totale scenderebbe del 30%). Sedici Paesi su 26 con dati riuscirebbero ad azzerare il proprio arretrato civile entro l’anno; dieci no, perché hanno troppi pochi mediatori rispetto alle pendenze (tra questi Belgio, Danimarca, Francia, Spagna, Polonia, Portogallo).
Scenario B — unendo le forze. Se anche avvocati e giudici operassero come mediatori (o inviassero il loro contenzioso in mediazione), accanto ai mediatori, la platea di professionisti diventa enorme (in ogni Paese gli avvocati si contano a decine o centinaia di migliaia): l’intero contenzioso mediabile, 9,1 milioni di cause, verrebbe assorbito e l’arretrato totale calerebbe del 53%, in pochi mesi.
| Scenario di collaborazione (entro 1 anno) | Pendenze in meno | Arretrato residuo | Variazione |
| Solo mediatori | 5.156.138 | 11.960.951 | −30,1% |
| Unendo le forze (avvocati+giudici+mediatori) | 9.136.316 | 7.980.773 | −53,4% |
La lettura è netta: la disponibilità teorica di professionisti non è il vero limite — se anche una parte degli avvocati operasse come mediatore, l’arretrato europeo sarebbe assorbibile in pochi mesi. Il vincolo è un altro: la diffusione effettiva della mediazione, gli incentivi e l’organizzazione del lavoro.
6. Conclusioni
Tre messaggi sintetici. Primo: l’arretrato civile è la parte più mediabile della giustizia europea (9,1 milioni di cause su 17,1), e quindi quella su cui la mediazione può incidere di più. Secondo: con i soli mediatori si otterrebbe comunque una riduzione del 30% in un anno, ma con limiti in alcuni Paesi; unendo le forze di mediatori, avvocati e giudici la riduzione arriverebbe al 53% in pochi mesi. Terzo: il fattore decisivo non è quanti professionisti ci sono, ma quanto la mediazione viene effettivamente usata — il che dipende da incentivi, cultura e organizzazione. La logica è la stessa del metodo di Harvard: spostare il confronto dalle posizioni agli interessi, chiudere la lite e prevenire quelle future. Ogni controversia risolta in via consensuale è tempo e denaro restituiti a cittadini e imprese, e una causa in meno che pesa sui tribunali.
Nota metodologica. Stime teoriche e illustrative: non tutte le liti pendenti sono mediabili; la capacità ipotizzata (150 mediazioni concluse l’anno per professionista) e i tassi di successo (30/50/100%) sono scenari, non previsioni. Dati su 24 Stati membri con copertura completa. Avvocati e giudici: EU Justice Scoreboard 2026 (dati 2024). Mediatori: Italia 22.439 (aggiornato), altri Paesi tabella Mediare senza confini 2019 (manca un dato europeo aggiornato comparabile). Valori assoluti calcolati sulla popolazione Eurostat di fine 2024. Stime economiche: Banca d’Italia.


