Nuovo contenzioso pre-pandemia in Europa

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In data 8 luglio 2021 è stato rilasciato il Quadro di valutazione della giustizia 2021 negli Stati UE.

Nella presente nota ci occupiamo dei dati del 2019 riguardanti il nuovo contenzioso approdato nei tribunali in primo grado appunto nel 2019: il documento europeo rilascia da diversi anni i dati del biennio anteriore.

La popolazione del 2019 degli stati UE era di 444.986.759 persone.

Nel 2018 la popolazione era di 444.536.821 anime e dunque c’è stato un aumento di 449.938 anime

Tutto il sopravvenuto non penale in relazione al primo grado corrispondeva a 37.240.440 liti. Nel 2018 il sopravvenuto non penale era stato di 33.658.091 liti e dunque vi è stato un aumento di 3.582.349 controversie.

I popoli più litigiosi in campo non penale appartenevano con riferimento al primo grado a Danimarca, Austria e Polonia (Tuttavia mancano all’appello i dati di Germania, Grecia e Portogallo). I meno litigiosi risultavano quelli di Lussemburgo, Cipro e Malta.

I popoli più litigiosi in campo civile e commerciale risultavano essere sempre con riferimento al primo grado quelli di Romania, Belgio e Polonia  (mancano però i dati di Cipro e Bulgaria). I meno litigiosi risultavano quelli di Finlandia, Svezia e Lussemburgo.

Nel settore amministrativo le nazioni maggiormente litigiose (primo grado) sono state Svezia, Germania ed Austria (mancano i dati della Grecia, mentre Danimarca e Irlanda non consentono di conteggiare separatamente le cause amministrative), quelle meno litigiose Malta, Lettonia, Slovenia, Slovacchia, Italia e Repubblica ceca (a pari merito con 0,1 controversie ogni 100 abitanti).

Almeno l’8,38% della popolazione europea aveva una causa sopravvenuta non penale con riferimento al primo grado.

Almeno il 2,36% della popolazione europea aveva in piedi una causa sopravvenuta civile e commerciale con riferimento al primo grado.

Almeno lo 0,41% della popolazione europea aveva in piedi una causa sopravvenuta amministrativa con riferimento al primo grado.

Almeno il 6,07% della popolazione aveva in piedi una causa sopravvenuta non penale che non fosse né amministrativa né civile e commerciale

Gli stati con maggiore sopravvenuto non penale erano Polonia, Italia e Austria.

Gli stati con minor sopravvenuto non penale erano Malta, Lussemburgo e Slovenia.

Non hanno rilasciato dati Germania, Grecia e Portogallo e dunque il sopravvenuto non penale del 2019 effettivo risulta essere ben più consistente.

Il sopravvenuto civile e commerciale del 2019 era di 10.505.398, ossia il 28,21% di tutto il sopravvenuto non penale: la qualcosa dovrebbe far pensare ad un rafforzamento dei metodi ADR che invece nel 2020 ha avuto un rallentamento.

Gli stati con maggiore sopravvenuto civile e commerciale sono stati Italia, Francia e Romania

Gli stati con minor sopravvenuto civile e commerciale sono stati Lussemburgo, Malta e Finlandia.

Bulgaria e Cipro non hanno rilasciato dati.

Nel 2018 i sopravvenuti civili e commerciali erano 10.712.657. E dunque sono diminuiti di 207.259 unità.

Il contenzioso amministrativo sopravvenuto di primo grado è stato di 1.814.328 controversie (mancano però i dati della Grecia). Nel 2018 le cause nuove sono state 1.903.089 e dunque c’è stato una minore iscrizione a ruolo (per 88.761 controversie).

Gli stati con contenzioso amministrativo sopravvenuto più elevato risultavano essere Germania Francia e Spagna. Gli stati con minor contenzioso sopravvenuto risultavano il Lussemburgo, la Lettonia e la Slovenia.

Con riferimento alle cause non penali che però non siano né civili e commerciali né amministrative (27.020.250) mancano i dati di Grecia, Cipro, Portogallo e Bulgaria e Germania. Gli stati con maggiore contenzioso risultavano comunque Polonia, Austria, Danimarca e Italia. Quelli con minor contenzioso Malta, Lussemburgo e Svezia.

Rapporto sull’efficienza e qualità della Giustizia

Il 9 ottobre 2014 è stato reso disponibile il rapporto CEPEJ  (Commissione Europea per l’efficienza della giustizia) per il 2014

Si tratta del Report on “European judicial systems – Edition 2014 (2012 data): efficiency and quality of justice“ che analizza appunto la qualità e l’efficienza della Giustizia nei paesi aderenti al Consiglio Europeo.

45 Paesi hanno partecipato al rapporto: solo il Liechtenstein e San Marino non sono stati in grado di inviare i propri dati.

Si può scaricare all’indirizzo http://www.coe.int/t/dghl/cooperation/cepej/evaluation/2014/Rapport_2014_en.pdf

Tra la miriade dei dati che riguardano il nostro paese (la parola Italy ricorre ben 376 volte nel corpo del documento) ne ho scelto alcuni che mi paiono curiosi.

La rilevazione riguarda l’anno 2012.

E’ davvero consolante in particolare  sapere che la spesa pubblica in Italia è stata  maggiore di quella della Federazione Russa che ha più del doppio dei nostri abitanti.

E che stanziammo per la giustizia quanto la Germania.

Che solo lo 0,1 del budget destinato dal Ministero della Giustizia ai Tribunali è stato  impiegato per la formazione.

Che l’incremento dei costi giudiziari dal 2010 al 2012 fu dovuto ai salari che venivano pagati ai giudici,  e che invece sono stati irrilevanti gli aumenti di stipendio del restante personale.

Che è successo una sola volta in tutta la storia del sistema giudiziario che un Ministro della Giustizia promettesse un bonus alle Corti ed ai singoli magistrati  (del settore civile) per ridurre il contezioso

Che nel 2012 le mediazioni giudiziarie in Italia sarebbero state solo 5.

Che l’Italia non sa quanti mediatori avesse nel 2012 e quindi  non ha comunicato alcunché al CEPEJ.

Che sempre nel 2012 per la durata di un primo grado l’Italia fu superata solo dalla Bosnia e da Malta.

Che le cause di divorzio in quell’anno sono diminuite del 3,5% e nonostante ciò il tempo processuale dedicato a quelle promosse è aumentato del 30%.

Che la durata di una procedura fallimentare in Italia nel 2012 era di oltre 2500 giorni.

Che un giudice italiano a fine carriera nel 2012 guadagnava il triplo di un giudice all’inizio della carriera.

Che un giudice italiano a fine carriera guadagnava 65 volte di più di un giudice armeno.