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Il mediatore come disegnatore di processo


Ho deciso  di tradurre l’articolo “The Mediator as Process Designer” di Richard Chernick, pubblicato in data di oggi, perché mi pare davvero importante per fondare una riflessione.

Ci parla di una mediazione, quella americana, che è flessibile e che può essere connessa con vari strumenti (alcuni in Italia non esistono).
Il mediatore qui ha sostanzialmente qualunque potere gli attribuiscono le parti.

Quanto all’Europa assomiglia il disegnatore di processo alla figura del Guterichter tedesco che però in quanto giudice non può fare l’arbitro.

Forse col decreto del fare il legislatore aveva in mente una figura simile ed ha coniato dunque il mediatore di diritto.
Se così fosse non si capirebbe però il percorso formativo approntato dal CNF che non potrebbe certo far fronte ad un simile scenario.

Ma io mi chiedo se questa si possa chiamare ancora mediazione, a prescindere dal fatto che il lavoro di questo soggetto, il disegnatore di processi,  sia utile e davvero suggestivo.

Mi chiedo che spazio ci sia in un processo simile per un non giurista e quali competenze giuridiche un non giurista debba acquisire per poter essere mediatore come disegnatore di processo.

E mi chiedo ancora che possibilità abbia questa futuribile mediazione di trovare spazio in una legislazione come quella italica.

Il mediatore come disegnatore di processo

Un mediatore è un facilitatore che ha la capacità di aggirare o superare gli ostacoli all’accordo creati dalle parti o dai loro difensori. In particolare, quando i negoziati hanno portato le parti vicine ad un accordo, il mediatore esperto è in grado di mantenere i negoziati in movimento anche quando le parti sono disposte a rinunciare.

Se l’impasse riguarda un disaccordo circa il probabile esito di una questione di diritto o di fatto, e tutti gli sforzi facilitanti a conciliare le parti in merito alla questione controversa non sono riusciti, il mediatore potrebbe suggerire qualche espediente valutativo per assistere le parti al fine di trovare un compromesso su questo punto. Gli esempi includono una valutazione indipendente di una terza parte per stabilire il valore di un bene contestato (su base vincolante o non vincolante) o un parere su una questione giuridica contestata tramite esperto nel campo rispettato da entrambe le parti (costui potrebbe essere anche lo stesso mediatore ), o la risoluzione strutturata di tale limitata questione tramite arbitrato o consulenza, vincolante o non vincolante.

Le questioni legali controverse potrebbero anche essere affrontate nel contenzioso sottostante se c’è una causa in corso attraverso la presentazione di apposite mozioni prima di continuare con il processo di mediazione se tale determinazione è fondamentale per uno o entrambi i partecipanti. Il mediatore aiuta così le parti a concordare un processo che darà loro ulteriori informazioni sul punto in discussione (o se è il caso una risoluzione vincolante), con l’intento di spostare l’intero caso verso la risoluzione.

Se il problema riguarda un ventaglio di possibili danni, un arbitrato di baseball (trattasi di un arbitrato nel quale ogni parte propone la sua valutazione e vince quella che è più vicina a quella dell’arbitro; possono essere mantenute segrete) potrebbe essere una risoluzione accettabile per le parti. L’arbitro concordato assumerebbe le prove rilevanti circa il credito contestato e dovrebbe scegliere la valutazione proposta da una parte o dall’altra e nessuna diversa cifra (un arbitrato high-low fa sì che ci sia un pavimento ed un tetto, ma consente di spaziare tra i due). Anche in questo caso, il mediatore potrebbe suggerire una struttura per il procedimento e potrebbe aiutare nella selezione dell’arbitro. In alcuni casi, le parti potrebbero essere disposte a sottoporre la questione al mediatore, come arbitro. Deroghe appropriate devono essere ottenute in tal caso. Questa scelta di processo presuppone però che il mediatore abbia già esplorato le soluzioni integrative (win-win) e abbia esaurito gli sforzi per rendere la torta più grande.

Infine, se il punto di stallo nel processo è la sfiducia che una parte nutre negli obblighi contrattuali che formano oggetto del contratto derivante dalla conciliazione, il mediatore potrebbe aiutare le parti a strutturarlo in modo che esso protegga contro l’inadempimento; il mediatore esperto può dare alle parti una certa sicurezza che l’accordo raggiunto sarà eseguibile e potrebbe suggerire disposizioni che incoraggino le prestazioni così come previsioni per risolvere le dispute da inserire nello stesso accordo, quando ciò possa determinare una rapida soluzione nel caso in cui le stesse dispute si presentino.

Se una soluzione globale non può essere raggiunta, il mediatore potrebbe tentare di promuovere un accordo per una delle tante pretese o per una delle diverse parti. Ogni chiarimento delle rivendicazioni, basato sulle discussioni delle parti nel corso della mediazione, è da considerarsi proficuo per una successiva efficiente risoluzione della controversia.

L’ultimo servizio che il mediatore può fornire alle parti quando non sembra possibile un accordo è quello di affrontare il processo con cui si risolverà la controversia. Il mediatore è ora armato delle informazioni su come le parti valutino i punti controversi e conosce quali siano gli elementi più importanti e quali meno per il risultato finale. Così, il mediatore può dare suggerimenti circa la risoluzione efficace della controversia. Se la questione chiave è la determinazione del valore di un bene controverso, forse tale questione dovrebbe essere affrontata in due tempi ed in primo luogo, forse con un arbitrato o con un processo di valutazione vincolante o attraverso una combinazione dei due. Una volta che questo valore è stabilito tra le parti forse una successiva seduta di mediazione consentirebbe loro di risolvere le restanti (meno contestate) problematiche.

Ogni controversia è suscettibile in questo modo di essere “decostruita”. Il mediatore, che è un esperto di processo, dovrebbe essere capace di fare una diagnosi sulla disputa e di compiere le più opportune scelte. Il mediatore dovrebbe anche assistere le parti nel modellare un accordo tramite una serie di step in modo tale che le parti siano obbligate a partecipare a tutte le fasi e a quella finale, così da fare in modo che l’accordo sia eseguibile.

E’ fondamentale che il mediatore capisca come funziona ogni processo e come renderlo applicabile. Molti accordi “creativi” di risoluzione delle controversie saltano a causa di errori di processo o per l’errata identificazione del processo concordato. Si veda Old Republic Insurance Co. v St. Paul Fire & Marine Insurance Co., (confusione tra l’arbitrato vincolante e non vincolante e la consulenza giudiziaria).; Sy First Family Limited Partnership v Cheung, (confusione tra arbitrato e consulenza giudiziaria); Elliott & Ten Eyck Partnership v. Città di Long Beach, (ove si designa un giudice del trial come “arbitro”).

Il mediatore è un disegnatore di processo che ha la responsabilità di aiutare le parti a raggiungere un processo efficace che affronti le loro esigenze specifiche e che possa essere dotato di esecutività in caso di disaccordo”.

Richard Chernick, Esq. is an arbitrator and mediator. He is Vice President and Managing Director of the JAMS arbitration practice. He is a former chair of the ABA Dispute Resolution Section. He can be reached at rchernick@jamsadr.com.

Read more:
http://www.law.com/sites/richardchernick/2014/12/09/the-mediator-as-process-designer/?slreturn=20141109143739

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