mediaresenzaconfini

ADR a 360 gradi Conciliazione, mediazione , arbitrato, valutazione neutrale, medarb e chi ne ha più ne metta


La legge giudiziaria guatemalteca (1989) prevede che tra i poteri generali dei giudici ci sia quello di procurare prima o durante il processo un accordo di conciliazione tra le parti, ex officio o su richiesta; e ciò, senza pregiudizio delle loro funzioni,  anche tramite centri di mediazione che siano riconosciuti dalla Corte suprema di Giustizia[1].

In Guatemala esiste una legge sugli ADR dal 1995[2]. Viene disciplinato l’arbitrato e la conciliazione che ha una disciplina scarna, ma rilevante.

La conciliazione è un meccanismo procedurale o di risoluzione alternativa delle controversie, attraverso il quale le parti, tra cui intercorre una differenza di origine commerciale o derivante da altri rapporti, cercano di superare il conflitto esistente, con il coinvolgimento di una terza parte, obiettiva e imparziale, la cui funzione primaria è quella di promuovere soluzioni che possono essere sollevate da lui o dalle parti, evitando così che il conflitto arrivi al giudice o in arbitrato (art. 49)[3].

La conciliazione può essere amministrata o ad hoc. L’accordo ha valore di sentenza se adottato da notaio con atto pubblico o con scrittura privata autenticata (art. 50)[4].

La conciliazione è poi obbligatoria prima di effettuare uno sciopero (art. 241 Codice del lavoro).

Sempre in tema di lavoro esiste un giudizio orale che inizia con una udienza di conciliazione a cui le parti devono partecipare personalmente (art. 335 e ss. Codice del lavoro).

I tribunali di prima istanza in materia di lavoro e previdenza sono tribunali di conciliazione ed arbitrato riconosciuti dalla Corte Suprema (art. 294 Codice del lavoro)[5].

Il codice di procedura penale (art. 477) prevede poi una disciplina interessante per molti versi[6].

Vi è una udienza di conciliazione obbligatoria, ma le parti possono in tempo antecedente decidere di sottoporre il caso ad un centro di conciliazione o mediazione onde ottenere un titolo che consenta l’omologazione del tribunale, sempre che il suddetto accordo non violi la legge costituzionale o i trattati internazionali sui diritti umani.

Nel caso non intervenga un accordo di mediazione entro 30 giorni le parti che hanno la libera disposizione dei diritti possono adire il giudice presentando querela.

Se il tribunale considera ammissibile la querela invia al querelato l’indicazione dell’accusa e convoca le parti per una udienza di conciliazione.

In questa udienza il tribunale darà l’opportunità al querelato e al querelante di dialogare liberamente in vista di un accordo. Se si stipulerà un accordo esso verrà consegnato in copia alle parti che lo richiedono.

Il querelante ed il querelato parteciperanno personalmente a questa udienza con l’assistenza se lo vorranno dei loro avvocati.

Nel caso si tratti con uno straniero sarà possibile una rappresentanza con mandato speciale.

Le parti possono anche decidere di nominare congiuntamente un amichevole compositore, che però dovrà essere approvato dal tribunale.

I giudici di pace o quelli di tribunale, se c’è pericolo di fuga o impedimento alla constatazione della verità, possono disporre sull’accusato i mezzi di coercizione necessari per garantire la sua presenza in giudizio nel caso di reato procedibile a querela. Nel caso di reato per cui si procede d’ufficio, potranno disporre misure cautelari in carcere o altre misure previste dal Codice[7] .

Concludo rilevando ancora che nel 2005 è stato depositato un disegno di legge assai corposo che riguarda conciliazione, mediazione ed arbitrato[8].

In Guatemala nel 2010 c’erano 90 centri di mediazione che gestivano dai 10 ai 15 mila casi di mediazione all’anno. La magistratura, il governo e le istituzioni non governative praticavano la mediazione come strumento di base per ridurre i tassi di insicurezza urbana proponendo anche l’uso della giustizia riparativa[9].

[1] Art. 66 lett. e) LEY DEL ORGANISMO JUDICIAL DECRETO NÚMERO 2-89

cfr. http://portal.sat.gob.gt/sitio/index.php/component/docman/doc_download/957-decreto-2-89-congreso-de-la-republica.html

Cfr. W. Z. CASTELLANOS,  Rompiendo paradigmas del sistema juridico guatamalteco, 2008 in http://www.mediate.com/articles/rompiendo_paradigmas.cfm

[2] LEY DE ARBITRAJE 67/95 cfr. http://www.sice.oas.org/investment/NatLeg/GTM/Arbitraje_s.pdf

[3] La conciliación es un mecanismo o alternativa no procesal de resolución de conflictos, a través de la cual las partes, entre quie nes exista una diferencia originada en relaciones comerciales o de cualquier otra índole, tratan de superar el conflicto existente, con la colaboración activa de un tercero, objetivo e imparcial, cuya función esencial consiste en impulsar las fórmulas de solución planteadas por las partes o propuestas por él, evitando así que el conflicto llegue a instancia jurisdiccional o arbitral.

[4] La intervención de un tercero en el proceso de conciliación podrá ser administrada por entidades establecidas para dichos propósitos, tales como los Centros de Arbitraje y Conciliación y otras entidades similares. El resultado de la conciliación deberá hacerse constar por escrito, sea en escritura pública, en documento privado, legalizado por Notario, o bien mediante acta notarial, y producirá plena prueba en juicio arbitral o jurisdiccional.

[5] http://mcd.gob.gt/wp-content/uploads/2013/07/codigo-de-trabajo.pdf

[6] Cfr. http://leydeguatemala.com/codigo-procesal-penal/mediacion-y-conciliacion/7545/

[7] Previo a acudir a la audiencia de conciliación, las partes podrán someter su conflicto al conocimiento de centros de conciliación o mediación, para que, una vez obtenido el mismo, se deje constancia de lo que las partes convengan en acta simple que se presentará al tribunal para su homologación, siempre que con dicho acuerdo no se violen preceptos constitucionales y tratados internacionales en materia de derechos humanos.

En caso de que el acuerdo de mediación no se suscriba en el plazo de treinta días, las partes quedan en la libre disposición de acudir a la jurisdicción para accionar en la forma correspondiente. Admitida la querella, el tribunal convocará a una audiencia de conciliación remitiendo al querellado una copia de la acusación.

La audiencia será celebrada ante el tribunal quien dará la oportunidad para que querellante y querellado dialoguen libremente en busca de un acuerdo. El resultado de la audiencia constará en acta y se consignará lo que las partes soliciten.

Querellante y querellado asistirán personalmente a la audiencia y se permitirá la presencia de sus abogados. Cuando alguna de las partes resida en el extranjero, podrá ser representada por mandatario judicial con las facultades suficientes para conciliar.

Por acuerdo entre querellante y querellado se podrá designar a la persona que propongan como amigable componedor, que deberá ser presentado al tribunal para su aprobación.

Los jueces de paz y los tribunales de sentencia, cuando exista peligro de fuga o de obstrucción de la averiguación de la verdad, dictarán las medidas de coerción personal del acusado que fueren necesarias para garantizar su presencia en los juicios por delitos de acción privada. Podrán también, si procede, dictar medidas sustitutivas de prisión preventiva, embargos y demás medidas cautelares conforme lo establece este Código.

La conciliación es un mecanismo o alternativa no procesal de resolución de conflictos, a través de la cual las partes, entre

quienes exista una diferencia originada en relaciones comerciales o de cualquier otra índole, tratan de superar el conflicto

existente, con la colaboración activa de un tercero, objetivo e imparcial, cuya función esencial consiste en impulsar las

fórmulas de solución planteadas por las partes o propuestas por él, evitando así que el conflicto llegue a instancia

jurisdiccional o arbitral.

Para procurar de oficio o a petición de parte, dentro del proceso o antes de que se inicie el mismo, el avenimiento de las partes, proponiéndoles fórmulas ecuánimes de conciliación. Lo anterior es sin perjuicio de las funciones que correspondan a los centros de mediación creados o reconocidos por la Corte Suprema de Justicia. En ningún caso, lo actuado por los jueces en su función conciliadora constituirá impedimento o causal de excusa. En lo penal se estará a lo que dispongan las leyes de la materia. En todo caso, las actas de conciliación levantadas ante un juez, constituirán título ejecutivo para las partes signatarias, en lo que a cada quien le corresponda.”

[8] http://www.lexglobal.com/documentos/1178899283.pdf

[9] C. A. MUÑOZ CORZANTES, 2010, 10). La mediacion en guatemala. BuenasTareas.com. Recuperado 10, 2010, de http://www.buenastareas.com/ensayos/La-Mediacion-En-Guatemala/995461.html

2 thoughts on “La mediazione in pillole: il Guatemala

  1. avvgiorgio ha detto:

    Un altro grazie e un felice fine settimana a te e famiglia. Giorgio

    Mi piace

    1. Grazie a te. Buon fine settimana!

      Mi piace

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