La recente pubblicazione del Rule of Law Index 2025 a cura del World Justice Project offre un quadro illuminante, e per certi versi impietoso, dello stato della giustizia civile nei vari angoli del pianeta. Questa classifica non si limita a restituire un semplice podio, bensì scompone il funzionamento dei sistemi giudiziari in sette fattori fondamentali, accompagnandoli con dati sulla spesa pubblica: un vero e proprio strumento diagnostico per chi vuole capire, e cambiare, la giustizia.
Il primato del Nord Europa: dove la Giustizia è una garanzia
In cima alla classifica troviamo un gruppo compatto di Paesi nordici – Norvegia, Danimarca, Svezia, Finlandia – affiancati dai Paesi Bassi e dalla Germania. Il denominatore comune? Integrità cristallina, efficienza nei tempi, prevedibilità delle decisioni e un sistema accessibile a tutti. Qui la corruzione è un’eccezione rara e lo Stato di diritto non è uno slogan, ma la bussola quotidiana. Non a caso, questi sistemi sono il pilastro su cui si fondano economie forti e società coese: una lezione che parla chiaro anche al di là delle Alpi.
Italia, il grande malato: tanta spesa, poca esecuzione
Scorrendo la classifica, la posizione dell’Italia – 53esima su 143 nazioni, con un punteggio di 0,563 – suona come un campanello d’allarme per tutti gli operatori del diritto. La macchina della giustizia civile italiana appare ingolfata in tre nodi cruciali:
• Esecuzione delle sentenze: l’Italia registra uno dei risultati peggiori d’Europa occidentale. Anche dopo aver vinto una causa, ottenere il rispetto della decisione del giudice è spesso un percorso a ostacoli, lungo e incerto.
• Tempi biblici: la lentezza cronica dei processi è ormai proverbiale, con punteggi che la collocano tra gli ultimi posti, superata persino da Paesi con economie e strutture giudiziarie meno sviluppate.
• Elevata spesa pubblica, risultati scadenti: nonostante un esborso pro capite tra i più alti, l’efficienza non decolla. Il proverbio “tanto fumo e poco arrosto” calza a pennello: si spende molto per un servizio che restituisce poco in termini di rapidità ed efficacia.
Eppure, qualche segnale di positività si intravede nei fattori legati all’integrità e all’assenza di discriminazioni – segno che la giustizia italiana, pur tra mille difficoltà, mantiene un certo rigore formale. Ma è troppo poco per invertire la rotta.
Confronti istruttivi e modelli da seguire
La classifica offre anche spunti per riflettere sulle strade virtuose percorribili:
• Singapore e Germania svettano per efficienza, dimostrando che la rapidità può andare a braccetto con la qualità delle decisioni.
• Estonia e Repubblica Ceca insegnano che un sistema efficace non richiede necessariamente spese faraoniche, ma scelte strategiche e gestione oculata.
• Al contrario, alcuni paesi dell’est Europa spendono percentuali elevatissime del PIL in giustizia, senza uscire dal pantano dell’inefficienza: segno che investire non basta, se mancano riforme strutturali.
Un bilancio: urgenza di cambiamento, oltre i semplici investimenti
Il verdetto dell’Index è inequivocabile: la qualità della giustizia civile è specchio dello sviluppo di una nazione. Per l’Italia, la vera sfida non è soltanto reperire più risorse, bensì gestirle meglio, puntando su:
1. Riduzione dei tempi processuali;
2. Riqualificazione della fase esecutiva delle sentenze;
3. Adozione di modelli efficienti già sperimentati con successo nel Nord Europa e in alcuni Paesi emergenti.
In definitiva, il dossier non lascia spazio a dubbi: servono riforme strutturali, coraggiose e tempestive. Come recita un vecchio detto italiano, “il tempo è galantuomo”… ma nella giustizia, aspettare non è più un’opzione.
Il mio nome è Carlo Alberto Calcagno
Sono counselor in formazione
Sono Direttore della Scuola di Alta Formazione U.N.A.M.
Sono responsabile scientifico di vari enti di formazione tra cui quelli di due COA: Organismo di Mediazione e Formazione dell'Ordine degli Avvocati di Genova e ORDINE AVVOCATI DI REGGIO EMILIA - Organismo di Mediazione e formazione presso il Tribunale di Reggio Emilia
Sono consigliere per la Regione Liguria di Aimef
Mediatore familiare socio Aimef di II livello dal 21 febbraio 2017 certificato secondo al norma UNI 111644:2016 in data 23/10/20 con n. di registro 0119-MF
Sono membro di CIM-ICM
Ex referente della sede di Genova della Camera di Mediazione Nazionale - 645 Srl
Avvocato e mediatore dell'Organismo del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Genova, della Camera di Mediazione Nazionale di S.p.f. MEDIAZIONE e DPL MEDIAZIONE & CO..
Sono responsabile scientifico dell'Ente di formazione del Coa Reggio Emilia
Mediatore familiare della scuola genovese di mediazione e counselling sistemico-Il Metalogo
Formatore pratico e teorico ex d.m. 180/10 per diversi enti di formazione.
Sono stato docente a contratto della Scuola di specializzazione per le professioni legali dell'Università di Genova con riferimento alla mediazione e alla negoziazione assistita
Sono stato coach degli studenti dell'università di Pavia per la CIM 2015-2016 2016-2017
Sono stato consigliere di AssoConciliatori dal maggio 2014
Ex Presidente della Sottosezione di Arenzano della Cour Européenne d'Arbitrage per l'arbitrato e Presidente della stessa Corte della Sezione Mediazione Liguria.
Mi occupo di ADR dal 2005.
Ho all'attivo diverse pubblicazioni in materia tra cui ricordo:
-Breve storia della risoluzione del conflitto. I sistemi di composizione dall'origine al XXI secolo, in Itinerari di ADR – Alternative Dispute Resolution di Marco Marinaro, ARACNE editrice S.r.l., 2014.
- Brevi cenni sui sistemi alternativi di composizione dei conflitti: l'arbitrato e la conciliazione, in Nuova Giurisprudenza Ligure, Anno XVI n. 2, Maggio Agosto 2014, De Ferrari, p. 57 e ss
-Il legale e la mediazione. I doveri e la pratica dell'avvocato mediatore e dell'accompagnatore alla procedura, Aracne Editrice, aprile 2014.
-La mediazione in Francia ed in Liguria, Napoleone e gli avvocati, in Rassegna Forense Rivista Trimestrale del Consiglio Nazionale Forense, Parte Terza-Storia dell'Avvocatura, vol. 2 Anno XLVI Aprile-Giugno 2013
- Manuale della Mediazione per il Geometra, UTET Scienze Tecniche, Torino, 2011
- La mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, Filodiritto Editore, 2011.
- Il D.Lgs. 28 del 4 marzo 2010: ambito e applicazione, in Consulente immobiliare n. 893, Supplemento Mediazione delegata alla prova, Il Sole24ore, 2011
-La mediazione in Francia ed in Liguria, Napoleone e li avvocati, in Nuova giurisprudenza Ligure n. 2 anno XIV, Maggio Agosto 2012, De Ferrari, p. 54 e ss.
Tecniche di mediazione Le esperienze internazionali, Vol. 2, Gruppo24ore, p. 93 e ss.
Ho deciso di iniziare questo blog perché ritengo che anche nella materia della mediazione sia davvero importante confrontarsi con realtà estere.
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