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L’arbitrato in pillole: Repubblica Ceca


L’arbitrato copre in Repubblica Ceca le questioni latamente inerenti alla proprietà e può essere condotto da un singolo arbitro indipendente ed imparziale ovvero da un tribunale arbitrale composto da un numero dispari di arbitri .
Se l’arbitrato è transfrontaliero l’arbitro applica la legge che è stata scelta dalle parti .
Si può ricorrere a tale tipo di risoluzione alternativa delle controversie per le controversie civili relative ai diritti reali anche nel settore commerciale (es. leasing), per i conflitti in materia di lavoro (sorti a seguito dell’illegittima cessazione dei rapporti di lavoro o per rivendicazioni salariali) e in materia di diritto di famiglia (pagamento di alimenti) .
Non si può ricorrere all’arbitrato per risolvere controversie sorte dall’esecuzione di decisioni o controversie legate a fallimenti o per divorziare.
L’arbitrato viene effettuato sulla base di un accordo scritto concluso dalle parti .
L’arbitrato vincola le parti e i loro successori, se non viene disposto diversamente.
Il consumatore può concludere con un imprenditore un accordo scritto (clausola compromissoria) stabilente che tutte le controversie eventualmente insorte a seguito del loro rapporto siano risolte mediante arbitrato.
Se una controversia riguarda una materia coperta da clausola compromissoria essa vincola le parti che non possono rivolgersi al giudice.
Tuttavia il richiedente può ricorrere al giudice nell’ipotesi in cui l’arbitrato derivi da un accordo tra le parti in causa.
Gli arbitri sono tenuti al segreto professionale per tutelare la riservatezza ove le parti lo desiderino.
Gli arbitri possono negoziare l’accordo mediante telegramma, fax o altri mezzi elettronici che permettano loro di trasmettere il messaggio e di designare le persone che negozieranno l’accordo. Tali mezzi possono essere utilizzati, se le parti sono d’accordo, anche per i procedimenti stessi.
Agli arbitri può essere dato mandato di gestire una composizione amichevole che in tal caso viene recepita dal lodo arbitrale.
La decisione presa al termine di un procedimento di arbitrato (lodo) è definitiva, vincolante e esecutoria.
Gli arbitri di norma decidono secondo diritto a meno che non siano espressamente invitati a giudicare secondo equità .
La decisione di un arbitro può essere invalidata solo per ragioni giuridicamente definite. Rientrano in queste ultime i vizi di forma: se ad esempio la decisione sia assunta da arbitro incapace od incompetente o un arbitro che non sia stato preventivamente autorizzato dalle parti, etc.
La petizione per l’annullamento del lodo deve essere inoltrata entro tre mesi dalla data in cui la decisione è stata comunicata alla parte che ne chiede l’annullamento.
Nei procedimenti di arbitrato le parti non necessitano di un consulente legale. Le spese del procedimento sono a loro carico.
Diamo conto poi qui della figura dell’Arbitro finanziario (Finanční arbitr) che dal 2003 si occupa della risoluzione delle controversie tra i fornitori di servizi finanziari e i loro clienti o tra coloro che emettono mezzi di pagamento (per esempio, carte di credito o comunque moneta elettronica) e gli utenti di tali servizi.
L’arbitro finanziario è competente a decidere nei casi in cui l’importo del trasferimento non supera i 50.000 euro .
L’arbitro finanziario è designato dal Parlamento, deve avere una buona reputazione e possedere qualifiche ed esperienza adeguate.
E’ tenuto al segreto professionale per quanto riguarda le informazioni ottenute nel corso del proprio lavoro.
L’arbitrato finanziario non è obbligatorio: in alternativa si può ricorrere al tribunale.
Inoltre non si può avviare un procedimento di arbitrato se un giudice ha già deliberato sulla stessa materia o se il procedimento giudiziario è già in corso.
Ciò vale anche nel caso in cui la controversia è o è già stata sottoposta all’arbitro finanziario o se è o è già stata oggetto di un altro procedimento giudiziario.
Il procedimento può essere avviato da un consumatore che sia cliente di un determinato istituto finanziario o dal titolare di un mezzo di pagamento elettronico.
Il procedimento può essere avviato anche in forma elettronica se il consumatore possiede una firma elettronica sicura.
E’ anche possibile avviare un procedimento mediante telegramma, fax o mediante una rete pubblica di dati senza una firma elettronica sicura, a condizione che la domanda di avvio del procedimento sia firmata entro tre giorni per iscritto o con una firma elettronica sicura.
I procedimenti possono svolgersi a distanza, in forma scritta o per via elettronica, ma l’arbitro può anche chiedere ai partecipanti di fornire spiegazioni oralmente.
Le parti non hanno l’obbligo di avere un rappresentante legale. I procedimenti sono esenti da imposte.
Ognuna delle parti sostiene le proprie spese .
Per ciascun caso l’arbitro emette una decisione in forma scritta che viene recapitata personalmente alle parti.
Eventuali opposizioni delle parti a tale decisione devono essere presentate nella forma giuridica prescritta ed entro 15 giorni dalla data di ricevimento della decisione.
Si può rinunciare al diritto a presentare opposizione: la presentazione ha comunque effetto sospensivo.
L’arbitro, nel prendere una decisione sulla opposizione sollevata, può modificare o mantenere immutata la propria decisione precedente.
Una copia scritta della decisione sulla opposizione viene recapitata alle parti e si considera definitiva e giuridicamente vincolante.
La decisione può essere eseguita dai tribunali, conformemente al codice di procedura civile una volta scaduti i termini per la sua attuazione.
Qualora il termine non sia specificato chiaramente nella decisione, questa può essere eseguita non appena diventa giuridicamente vincolante.
Qualora non sia soddisfatto della risoluzione della controversia da parte dell’arbitro finanziario, il consumatore può ricorrere a un tribunale.
Altrettanto ha il diritto di fare l’istituto finanziario.
L’avvio di un’azione giudiziaria, il rivolgersi ad un tribunale arbitrale, il raggiungimento di un accordo extragiudiziale e la rinuncia alla opposizione prima che la decisione diventi giuridicamente vincolante, determinano l’annullamento della decisione arbitrale privandola di qualsiasi effetto.
Si può ricorrere all’arbitro finanziario anche per le controversie tra un’impresa e una banca.

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